Stress & pressioni commerciali

Stress & pressioni commerciali
l’importanza di segnalare

Venerdì 12 Aprile si è tenuta la commissione politiche commerciali di Bper, con un taglio tecnico più focalizzato sull’Organizzazione del Lavoro.

Grazie alle numerose segnalazioni pervenute, la Fabi è stata in grado di evidenziare l’incremento delle pressioni commerciali, delle continue meet e dell’utilizzo non conforme di Salesforce, cosa che sta esasperando sempre più i colleghi e le colleghe.

IL VERO CLIMA AZIENDALE
Abbiamo messo in evidenza che il clima aziendale è notevolmente peggiorato dall’introduzione del modello distributivo BCustomer, che è problematico nella messa a terra.
Evidentemente la poca padronanza del modello distributivo, unitamente alla coesistenza di elementi appartenenti al modello Footprint, crea incertezza tra i colleghi e incrementa comportamenti errati in relazione alle pressioni commerciali.
Il risultato è che il collega viene sottoposto così ad un doppio stress: quello legato al raggiungimento del risultato e quello legato alla mansione del ruolo che deve ricoprire.
È evidente che, se a questa situazione si aggiungono delle indebite pressioni commerciali, il clima aziendale e lo stress a cui sono sottoposti i colleghi diventano via via sempre più inaccettabili.

Oltre a tutto ciò, le richieste di raggiungimento degli obiettivi vengono avanzate in un contesto di organici numericamente inferiori rispetto agli organici medi pre-applicazione del modello bcustomer, con conseguenti maggiori carichi di lavoro per ogni dipendente rispetto al periodo precedente.

STRUMENTI DI LAVORO, NON DI PRESSIONE
In relazione a Salesforce, l’Azienda ci ha precisato di considerarlo uno strumento di lavoro finalizzato a ottenere informazioni aggregate, e va utilizzato SOLO in tal senso, evitando che diventi uno strumento di pressioni commerciali. Parimenti le Agende condivise, sono per l’azienda uno strumento utile a organizzare lo svolgimento della vita lavorativa nelle Filiali.
Utilizzi impropri di questo strumento (per esempio trasformando il dato degli appuntamenti in un obiettivo strettamente numerico), sono, per quanto detto dalla stessa azienda, comportamenti non conformi.

Gli appuntamenti NON POSSONO ESSERE UN OBIETTIVO NUMERICO OBBLIGATORIO!!

UNO SPROPOSITATO NUMERO DI DIMISSIONI
La Fabi ha quindi evidenziato che il malessere diffuso, ben lungi dall’essere frutto di fantasia, sta diventando una triste realtà chiaramente dimostrata dall’aumento di colleghi in malattia da stress da lavoro correlato, dall’uso sempre più diffuso di farmaci e dall’aumento di dimissioni che stanno diventando sempre più evidenti (in Lombardia Est Triveneto ce ne sono state ben 18).

QUESTIONE DI CULTURA AZIENDALE
Abbiamo infine evidenziato come sia FONDAMENTALE che la conoscenza delle normative sia diffusa a tutti i livelli (soprattutto per coloro che ricoprono funzioni apicali) e come il suo rispetto non possa essere MAI eluso per il raggiungimento degli obiettivi commerciali.
Abbiamo condiviso con l’azienda, che nel frattempo farà le opportune verifiche sui vari temi sollevati, di rivederci in tempi stretti.

L’IMPORTANZA DI SEGNALARE
Vi chiediamo di insistere nel segnalarci tutte le situazioni di pressioni commerciali contattando i colleghi

  • Antonella Favoino (tel 351 7932821)YH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7, FABI GRUPPO BPER
  • Emanuele Cabboi (tel 347 0373422)YH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7, FABI GRUPPO BPER

Ricordiamo che il nostro accordo prevede che le vostre segnalazioni siano trattate nel completo anonimato.
Per una ulteriore vostra tranquillità vi lasciamo qui la mail personale di Antonella

a.favoino@fabibari.it

Se qualcuno tenta di intimorirvi dicendovi che la FABI è la sigla che fa le segnalazioni, ebbene SI, È LA FABI CHE FA LA STRAGRANDE MAGGIORANZA DELLE SEGNALAZIONI, perché la FABI crede che solo se denunciamo possiamo cambiare le cose. E continueremo a farlo!
Vi terremo costantemente informati.

Segreteria di Coordinamento FABI Gruppo BPER

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