FRINGE BENEFIT
LE DOMANDE ALL’AZIENDA

 

Dopo la tassazione dei fringe benefit che a settembre ha interessato molti colleghi titolari di un finanziamento a tasso agevolato, abbiamo posto all’azienda alcune domande per comprendere meglio cosa è successo e il perché delle sue scelte.

Queste sono le risposte che ci sono state date.

PERCHE’ L’AZIENDA HA DECISO DI APPLICARE ORA QUESTA TASSAZIONE E NON DOPO?

Tanto i fiscalisti della Bper che quelli di ABI concordano sul fatto che il calcolo vada fatto mese su mese nel momento in cui i flussi producono un certo risultato che fa emergere che il collega ha un finanziamento, che può essere mutuo o altro, a tassi agevolati. Cosa succede, se l’azienda non interviene in questi casi, come ha fatto? Gli scenari sono due e sono:

1) Da lato Azienda: c’è un aspetto contributivo, cioè l’azienda può essere accusata di omissione contributiva
2) Da lato Dipendente: c’è un aspetto fiscale, cioè il dipendente può essere accusato di evasione fiscale.

PERCHE’ L’AZIENDA SI E’ COMPORTATA IN MODO DIVERSO RISPETTO AD ALTRE?

Per tutta una serie di motivi, ad esempio:
• Qualche azienda non ha previsioni migliorative a favore dei dipendenti
• Qualche azienda non ha il tasso fisso per i dipendenti (il tasso variabile, ovviamente, mitiga lo scostamento tra il tasso applicato e il tasso di riferimento visto che parliamo di tassi dinamici)
• Qualche azienda può aver deciso di far pagare semestralmente o annualmente la rata e quindi siccome la norma si applica, come detto, solo quando si addebita la rata, automaticamente il risultato non è venuto fuori in contemporanea con noi.

LA NORMA FA RIFERIMENTO AL TASSO DI FINE ANNO. L’AZIENDA COME FA A SAPERE CHE TASSO APPLICARE GIA’ ORA?

L’azienda applica quella che è una regola sottostante a qualunque norma fiscale: si applica il minimo che si è in grado di valutare in questo momento e poi si va a conguaglio a fine anno. Se a fine anno si alzano i tassi, anche sulle cifre già calcolate ci sarà un ricalcolo. In estrema sintesi, siamo di fronte a un’ipotesi di calcolo che si può fare in qualsiasi momento, una stima dell’addebito e il conguaglio a fine anno.
ATTENZIONE a fine ottobre potrebbero essere interessati colleghi con finanziamenti non “intercettati” dai primi flussi di settembre.

SI SENTE PARLARE DI ERRATA INTERPRETAZIONE DEL DECRETO, POTREBBE ESSERE COSI’?

È attualmente in corso, da parte di ABI un interpello all’Agenzia delle Entrate sull’applicazione solo al supero dei 600 euro della tassazione ma ad oggi manca la risposta e in attesa di questa all’interno della stessa ABI c’è chi crede in questa possibilità e chi la esclude.

TUTTI I FINANZIAMENTI A TASSO AGEVOLATO FATTI DALL’AZIENDA RIENTRANO NEI FRINGE BENEFIT?

NO sono esclusi da questo novero di finanziamenti quelli intestati ai figli e quelli relativi a personale cessato perché andato al fondo esuberi o per pensionamento.

NEL PORTALE LA FUNZIONE ACQUISTO BUONI E’ TEMPORANEAMENTE BLOCCATA. TORNERA’ FRUIBILE?

Il blocco è stato messo prudenzialmente dall’azienda per evitare che altri colleghi titolari di finanziamenti agevolati superassero il limite di 600 euro stabilito dall’ultimo decreto.
Sono in corso valutazioni circa l’opportunità di riaprire per il solo mese di novembre a quanti non fossero titolari di finanziamenti aziendali. Se vi sarà la riapertura a novembre, è comunque nel mese di novembre, e non oltre, che si potrà trasformare parte del proprio welfare in buoni acquisto. Storicamente tale funzione è inibita a dicembre.

Continueremo a tenervi informati

Segreteria di Coordinamento FABI GruppoBPER